21.12.04

[analisi] Lo spam sollecita gli acquisti? Secondo Forrester Research, sì

In una ricerca condotta in 6 paesi (Stati Uniti, Brasile, Canada, Francia, Germania e Regno Unito), risulta che spesso lo spam riesce a essere abbastanza appealing da sollecitare un acquisto e il software è tra gli articoli più acquistati. L’analisi è stata condotta da Forrester Research su rchiesta della Business Software Alliance (BSA) and the Council of Better Business Bureaus (CBBB).

Ciò che più preoccupa la BSA è che il software, la cui vendita sottocosto viene spesso proposta in alcuni siti promossi da spam, sia materiale piratato: l’associazione ha dichiarato che il gruppo di spammer più cospicuo proviene dalla Russia e si è impegnata a collaborare con le autorità del posto per la chiusura dei siti.

Software a parte, i risultati della ricerca sono, a dir poco, sorprendenti: il 90% degli utenti Internet riceve spam, leggendone circa il 20%. Di questo numero, molti messaggi riescono a convincere il lettore: nell'elenco si riportano la percentuale di utenti che ha dichiarato di aver effettuato almeno un acquisto nelle diverse categorie:

  • abbigliamento/accessori: 22%
  • software: 21%
  • viaggi: 16%
  • investimenti: 15%
  • salute/farmaceutici: 14%
  • finanza: 11%
  • intrattenimento per adulti: 11%
  • formazione: 10%

Per quanto riguarda la capacità dello spam di attirare i clienti, nel Brasile il 66% degli intervistati ha affermato di aver fatto un acquisto sollecitato da un messaggio di questo tipo, e Francia, Gran Bretagna e USA si piazzano poco sopra al 40%.


La misura del successo dello spam nei vari paesi: in percentuale, quanti utenti hanno effettuato acqusti sollecitati da spam (fonte: BSA)

Ritornando al motivo che ha spinto la BSA a sponsorizzare la ricerca, non ci è dato sapere quanti di questi spammer in effetti rivendano software piratato e quanti invece facciano semplice pubblicità, ma in ogni caso, al di là dei rischi che corre uno spammer, il modello di marketing per molti si è rivelato piuttoto lucrativo.

E' curioso che, nel 2001, sempre Forrester affermasse esattamente il contrario (“Email marketing senza consenso? Follia”).

1 commento:

Anonimo ha detto...

Non ci credo....gm