7.12.04

I PC di IBM emigrano in Cina, e insieme a loro, gli scienziati

Per chi ancora non lo sapesse, la divisione Personal Computer di IBM sarà ceduta alla società cinese Lenovo all'interno di un accordo che prevede anche la cessione del 18.9% delle azioni della Lenovo a Big Blue. La Lenovo diverrà quindi il terzo produttore di PC al mondo. dietro a Dell e HP (ora è al 9° posto, secondo Gartner).
La manovra condotta da Sam Palmisano, il CEO di IBM, ha sconcertato gran parte dell'opinione pubblica, sebbene le ragioni dietro a questa cessione siano molto concrete:
1) la concorrenza è sempre più alta e i margini di guadagno nel mercato dei PC si assottigliano sempre più;
2) secondo un rapporto di Gartner group di settimana scorsa (concorde con un rapporto IDC di settembre), il mercato dei PC sarà vivace nel 2005 per poi ridimensionarsi al ribasso dal 2006 al 2008. In questo periodo il mercato più attivo sarà quello dei paesi emergenti (tra cui la Cina), mentre sono altamente probabili acquisizioni e operazioni di merge tra società;
3) IBM dal 1992, con l'avvento al vertice di Lou Gerstner, ha iniziato un nuovo corso che ha restituito all'azienda l'immagine di Grande Innovatrice che aveva fino ai primi anni '80: investire sulle tecnologie aperte Linux e Java, pur mantenendo le attività già consolidate, e aumentare la parte relativa ai servizi ha portato nuova linfa e nuove sfide a Big Blue. Per Palmisano, già luogotenente di Gerstner, il business del PC che IBM conosce dal 1981 (anno in cui produsse in serie il suo primo perconal), ha perso di attrattiva;
4) che ci sia qualche collegamento con la recente costituzione a Pechino del consorzio power.org? L'iniziativa promossa da IBM e da 15 partner, ha lo scopo di favorire la diffusione dei processori Power in mercati che vanno dalle console da gioco (nintendo e in futuro xbox e playstation) a quello dei supercomputer (BlueGene, il più grande supercomputer al mondo monta processori power) per passare attraverso l'elettronica delle autovetture. I membri della comunità collaboreranno alla creazione di nuovi dispositivi e applicazioni basati sui chip Power e condivideranno fra loro componenti e know-how. Le aziende che per ora compongono il consorzio sono AMCC, Bull, Cadence, Design Systems, Chartered Semiconductor Manufacturing, Culturecom, IBM, Jabil Circuit, Novell, Red Hat, Sony Corporation, Shanghai Belling, Synopsys, Thales, Tundra Semiconductor e Wistron

Che ci sia un collegamento oppure no, quest'ultima notizia dimostra come i tempi del trasferimento di conoscenza si siano assottigliati: la Cina ha iniziato il nuovo corso della sua economia con il reverse engineering dei prodotti creati in occidente e Giappone per poi passare alla produzione di prodotti innovativi propri. Ultimamente ha addirittura invitato alcuni suoi scienziati emigrati negli USA a ritornare a casa per ricoprire posti di preminenza in aziende e università.
Promuovendo un'educazione basata sull'altissima specializzazione e sfornando tecnici molto qualificati, la Cina è riuscita a guadagnarsi una fiducia a livello globale che ora la rende ospite ideale di iniziative di ricerca collegata alla produzione. In questo modo la catena produttiva è più efficiente, come ha ben dimostrato l'andamento dell'economia cinese, e il vantaggio è ovviamente anche di coloro che hanno contribuito a tutto ciò, che potranno vendere prodotti basati sulla tecnologia con gli occhi a mandorla.
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1 commento:

Anonimo ha detto...

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