26.11.04

[tendenze] I motori di ricerca del futuro saranno categorici!

Come ha affermato il professor Hayden White, ideatore del concetto di MetaStoria, "la base di ogni processo cognitivo è la classificazione".
Ed è con questa idea in mente che alcune aziende stanno pensando a una piccola rivoluzione dei motori di ricerca: basta con
l'information overload, niente più enormi quantità di informazioni irrilevanti, stop ai risultati “adulterati” da metodi di ranking pumping, con mezzi tecnici o sponsorizzazioni.
Con calma, però.
Ancora non siamo arrivati a questi risultati, ma ci stiamo avvicinando a qualcosa di simile, per approssimazioni successive, naturalmente.
E la prossima approssimazione è la categorizzazione dei risultati, ovvero la possibilità di accorpare diverse pagine web, risultate dalla ricerca, all'interno di categorie sulla base del contenuto.
L'impegno di
Vivisimo , Mooter e di Grokker è di presentare l'informazione ottenuta da un motore di ricerca (proprietario o industriale), classificarla e agevolare quindi la navigazione all'interno dei gruppi di documenti.

Il primo, attraverso il sito di
Clusty (da clustering, o se preferite l'italiano adulterato, clusterizzazione), propone i risultai della ricerca affiancati da un albero di categorie: è possibile navigare anche attraverso l'albero, scegliendo le pagine all'interno delle diverse voci.
Il secondo propone le categorie non ad albero ma a rete, il terzo, infine, rappresenta le categorie in modo visuale, inserendo i documenti in insiemi categorici colorati e navigabili. A loro volta, gli insiemi possono contenere sottocategorie. Lo strumento è veloce e piacevole da navigare ed ha il vantaggio di potersi appoggiare a motori di ricerca esterni, mentre il limite di Clusty risiede proprio in un Database di documenti più ridotto di quelli dei motori più famosi.

Clusty

Certo è che la necessità di allenarsi per effettuare un "
efficace e rapido scanning" all'interno della babele informativa sarà sempre presente, alla luce del moltiplicarsi delle fonti e delle modalità informative.
Sono però del parere che la responsabilità del reperimento dell’informazione debba essere condivisa tra il fornitore e il Motore di ricerca e che all'utente finale venga deputata solo la scelta del fornitore.
Nel regime semi-monopolista dell'attuale panorama dei motori di ricerca la battaglia non riguarderà più il Database documentale, ma l'approccio alla ricerca e il metodo di presentare i risultati all'utente.

Credo quindi che Google non corra pericoli: continuerà a costituire lo strumento di ricerca e indicizzazione dei documenti più utilizzato su Internet e si attornierà di "erogatori di risultato", sistemi sviluppati in casa o da terze parti che presenteranno in modo efficace e navigabile i risultati della ricerca nel suo DB (permettendo inoltre di scavalcare i risultati nonsense, ovvero adulterati dalle tecniche di ottimizzazione delle ricerche).


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