7.10.05

Il Text Mining: prima parte

Per una definizione di Text Mining
Sappiamo che il data mining permette di scoprire nuovi punti di vista e correlazioni trovando dei pattern in dati che non sarebbero correlabili con le tradizionali query e le tecniche di reporting. Queste tecniche permettono di confrontare dati provenienti da fonti eterogenee di diverso tipo ed estrarre informazioni che non sarebbero visibili all’utente, organizzare documenti e informazioni per soggetto e argomento.
Il text mining è l’applicazione delle metodologie del data mining a dati poco o non strutturati.
Opera in un mondo meno strutturato dove i documenti hanno raramente una strutturazione, e, laddove esiste, è inerente al formato del documento, non al contenuto.
Il text mining permette l’estrazione di metadati dai documenti e il conseguente inserimento in un DB sul quale si potranno effettuare analisi di data mining.
Le tecniche di text mining sono il modo per estendere le metodologie di data mining al volume di testi immenso e in via di espansione mediante un processo automatico che produce dati strutturati.
In questo breve articolo parlerò di tre aspetti dell’impiego delle tcnologie di TM, ovvero dei settori di interesse, dei tipi di applicazione e delle strategie da adottare.
Da un esame della letteratura e delle applicazioni disponibili, al momento il TM è stato impiegato nei seguenti settori di mercato:

  • Information Technology e Internet
  • Aziende di telecomunicazione
  • Editoria
  • Pubblica amministrazione
  • Aziende finanziarie ed assicuratrici
  • Aziende farmaceutiche


Sebbene apparentemente si possano riscontrare scarsi legami tra i settori sopra citati, è opportuno precisare che il TM non si occupa solo di documenti, ma di dati testuali in genere: quindi, che si tratti di brevetti, di e-mail dei propri clienti, di sondaggi, di articoli di giornale, di informazioni pubblicate su un sito web, di pratiche amministrative e legali, di curriculum vitae, il text mining viene in aiuto per estrarre e organizzare l’informazione.

Knowledge Management
Il text mining è usato per supportare i processi decisionali in situazioni dove è presente un sovraccarico di informazioni (information overflow). Utlizzato per estrarre informazioni significative per scopi di Business Intelligence e per classificare documenti non strutturati, il text mining permette l’indicizzazione di testi utilizzando keyword, temi e concetti.
Un interessante applicazione è nella gestione del personale dove, attraverso applicazioni di TM è possibile monitorare le opinioni dei dipendendi di un’azienda e ottimizzare la gestione dei curriculum vitae, estraendone le informazioni ed inserendole in un apposito DB.

Marketing
Il TM può qui essere utilizzato soprattutto in due ambiti: il CRM e l’analisi del mercato
Nella gestione dei clienti, il TM consente la raccolta, l’analisi e la gestione di documenti o di testi liberi contenuti in centinaia di siti web, agenzie stampa, e-mail, chat line, news group, forum, e blog, nonché nei messaggi stessi che i clienti inviano all’azienda (sotto forma di email o di trascrizioni di chamate telefoniche).
Le soluzioni coprono differenti aree applicative: servizi e prodotti offerti ai clienti, call center, customer care, previsione e ottimizzazione della relazione con i clienti, trend di mercato, etc.
Queste soluzioni consentono alle società di:

  • ottenere un monitoraggio immediato sulle opinioni dei clienti, sia sulla propria azienda , sia sui competitor;
  • consentire aggiornamenti costanti sui trend di comportamento;
  • fare opera di prevenzione e contenimento;
  • risparmiare i costi di sondaggi a campione;
  • fidelizzare i cliente attraverso l’erogazione di servizi puntuali ed efficienti.

L’opportuna applicazione delle metodologie di TM abilita i clienti all’analisi dell’attività della concorrenza nei diversi ambiti del mercato: in questo caso gli strumenti di Text Mining permettono di verificare, in funzione di determinati parametri, (ad esempio storicamente) l’impegno di una determinata azienda in un settore specifico e successivamente di organizzare le informazioni estratte.Il sistema consente attraverso meccanismi di Clustering di mettere in relazione determinati eventi quali la partecipazione di un azienda a particolari congressi o conferenze, la presenza di determinati brevetti, etc. e individuare quali relazioni intercorrono tra la stessa società e specifiche metodologie di produzione al fine di intuire quali nuovi prodotti sono in fase di studio o di test.

Tecnologia
Il Technology Watch consente di individuare l’emergere di nuovi trend nell’ambito delle tecnologie già affermate o al contrario di mostrare l’inizio del declino di altre tecnologie consolidate e tutto questo fin dai primi indizi.
Stime recenti attestano che il TW riesca ad identificare una nuova via d’accesso sul mercato tecnologico con circa cinque anni di anticipo rispetto al suo definitivo consolidamento.
Il Technology Watch consente di monitorare in modo costante l’attività di diversi attori della scena tecnologica, identificando gli eventuali legami e determinando l’andamento nel tempo del loro impegno nello sviluppo di specifiche tecnologie.
L’attività di Technology Watch riguarda argomenti diversi, dando così vita a varie tipologie di monitoraggio tecnologico:

  • Monitoraggio tecnologico sulle innovazioni e i servizi di Ricerca e Sviluppo
  • Monitoraggio sulle pubblicazioni scientifiche
  • Analisi dei brevetti

Il TW è indirizzato:

  • All’azienda che desidera ricercare in modo efficiente nuove metodologie di produzione o individuare tempestivamente le strategie della concorrenze
  • Al parco scientifico e tecnologico impegnato in ambito nazionale nella valorizzazione, nell’analisi e nel trasferimento dell’innovazione verso il tessuto produttivo.

Continua...

29.9.05

[tendenze] Il portatile da 100 $ del MIT e di Google

Un computer portatile da 100$, con un sistema operativo Linux, 1 GB di memoria, una CPU da 500 MHz e dedicato ai bambini delle nazioni in via di sviluppo: questo è quello che ha in mente Nicholas Negroponte in un nuovo progetto del MIT che vedrà il suo primo prototipo entro la fine del 2005.
L’associazione non profit One Laptop Per Child, alle cui spalle c’è proprio il MIT, afferma di essere in contatto con 5 paesi, Brasile, Cina, Tailandia, Egitto e Sud Africa, per distribuire fino a 15 milioni di computer agli studenti delle proprie nazioni.
Lo scopo di questo progetto, come avrete potuto intuire, non è relativo alla tecnologia pura, ma all’educazione: secondo Negroponte, un computer permette un processo formativo più completo ed attuale, soprattutto nelle scuole primarie e secondarie. E dovranno essere proprio i governi ad acquistare i laptop e distribuirli gratuitamente agli studenti.
Tra le caratteristiche del portatile ci saranno anche un display a bassissimo consumo utilizzabile sia a colori che in bianco e nero e all’aperto, una manovella per ricarica per supplire alla mancanza di energia elettrica, connettività Wi-Fi e cellulare, porte USB e il “mesh networking”, per permettere a più macchine la condivisione della stessa connessione ad Internet.
E sapete quali sono le aziende dietro al progetto? Google, AMD, News Corp, Red Hat e BrightStar.
Sebbene lo scopo iniziale del progetto sia di supportare I paesi in via di sviluppo, non si esclude che presto o tardi non vengano costruite versioni commerciali del portatile, disponibili per 200$

26.9.05

[tendenze] Google, la nuova piattaforma di network computing

Google da tempo sta rivaleggiando con Microsoft in quella che è una battaglia sulle piattaforme applicative del futuro.
Non ne siete convinti? Lo siete e desiderate un approfondimento? Andrò più a fondo.

Mentre Microsoft punta a distribuire applicazioni sul desktop, Google sta costruendo una piattaforma in grado di distribuire applicazioni virtuali ad ogni utente che abbia a disposizione qualsiasi tipo di device in grado di connettersi ad Internet.
Nel libro "Google Legacy", un'attenta e lucida analisi di Stephen Arnold sul gigante della ricerca (per ora) (disponibile solo in formato PDF a 145$ a copia), si afferma che sebbene quasi il 99% delle entrate di Google provengano dalla pubblicità (hanno 7 miliardi di dollari in banca da spendere!!), e abbia sviluppato nuovi servizi come Google Print, Gmail, Google earth, Google ha creato un supercomputer in grado di distribuire applicazioni a chiunque si possa collegare, rispolverando così il paradigma del Network Computer, nato circa 10 anni fa.
Ne parlai io stesso nel 1995 su Internet News, in occasione del lancio, da parte di alcune aziende, di elaboratori senza disco rigido che recuperavano le applicazioni da un server predisposto.
Sia Sun che Oracle si sono lanciati nel business con risultati contrastanti: il maggior ostacolo alla diffusione del network computing è stata la mancanza di applicazioni sviluppate per questa tecnologia.
Google, invece, è partita dalla costruzione delle applicazioni, utilizzando cluster di server molto economici e con software open-source, riuscendo ad ottenere una scalabilità architetturale straordinaria nei suoi 10 e più data center.
La mossa verso i Web services, la desktop search e la toolbar, hanno costretto Microsoft a riorganizzare MSN in fretta e furia.
Inoltre, l’interesse di Google per la banda sembra supportare la teoria di Arnold: da una parte con l'acquisto di fibra ottica (dark fiber) per collegare i suoi data center, dall'altra con gli investimenti in un fornitore di banda su linea elettrica, come Current Communications Group, fanno pensare a una manovra volta a promuovere un accesso universale a Internet.
Inoltre, settimana scorsa Google ha lanciato (ma solo nell’area di San Francisco) Google Secure Access un’applicazione client in beta che permette di stabilire una connessione criptata e sicura su reti Wi-Fi.
Altre sperimentazioni sul Wi-Fi sono condotte con Feeva, con cui si sta provando ad offrire hot spot sempre nell’area della città californiana, e con Google Wi-Fi, un piccolo servizio di Internet Service wireless. Infine, Google ha anche acquisito recentemente Android, una start-up impegnata nel wireless
Si potrebbe, a questo punto, speculare che la fibra ottica consenta la distribuzione del traffico nei vari data center e le ricerche sul wi-fi consentiranno la ridistribuzione di contenuti e applicazioni a livello locale.
Sul lato del multimediale, la rete che Google ha costruito gli consente di poter fornire servizi di Voice-over-IP: se, infatti, il colloquio tra due controparti transita su reti diverse ed eterogenee, la qualità ne può risultare influenzata. Di contro, utilizzando un’unica rete di trasporto è possibile avere un’alta qualità della trasmissione.
Nel campo del video, Google ha lanciato un servizio di hosting di filmati con relative indicizzazione e ricerca: come questo impatti sulle prospettive di business della società è ancora non prevedibile, ma di sicuro costituisce una testimonianza del solido interesse di Google verso la distribuzione di contenuti video.
Ma ritorniamo ancora nel 1995, l’anno che alcuni hanno definito “dello spostamento del paradigma (o paradigm shift)”, ma che io preferisco definire come un anno “gradino” nella scala evolutiva tecnologica: poco dopo la costituzione di Netscape, e poco prima dell’inizio dell’era delle dot-com, alcuni analisti in Microsoft prevedevano che il neonato World Wide Web avrebbe potuto costituire, in futuro, una seria minaccia per la società di redmond.
In un documento intitolato “Il web è la prossima piattaforma” Ben Slivka, di Microsoft, si esprimeva così: “Il web esiste oggi come una collezione di tecnologie in grado di distribuire soluzioni interessanti, oggi, e crescerà rapidamente negli anni a venire in una piattaforma completa che rivaleggerà e anche sorpasserà, MS Windows.”
Avremo quindi uno spostamento di paradigma reale quando si transiterà dalla logica desktop-centrica a quella Internet-centrica, e non v'è alcun dubbio che, in questo momento, il movimento sia proprio in corso.

23.9.05

Marketing e motori di ricerca: [tendenze]

Secondo un'analisi di MarketingSherpa, il Search Engine Marketing (o SEM) sta evolvendo secondo alcune linee di tendenza, delle quali vi vado a illustrare le principali.
  1. Aumenterà la competizione
    L’utilizzo dei motori di ricerca è la terza attività online più popolare, dietro della posta elettronica e alla navigazione. A dispetto però del fatto che la stragrande maggioranza dei navigatori, di routine, utilizzi i motori, la maggior parte delle attività di ricerca avviene su un piccolo numero di essi.
    Negli anni passati, i motori di ricerca si sono concentrati più sugli algoritmi e sul lancio di nuovi servizi, piuttosto che sulla competizione l’uno contro l’altro. Ma questa situazione sta cambiando Alcune osservazioni interessanti:· MSN Search ha passato gli ultimi 12 mesi costruendo infrastrutture per il lancio del nuovo servizio Pay-Per-Click nel prossimo ottobre. Se il sito venderà PPC direttamente, le vendite saranno più profittevoli. Si sa che Steve Ballmer, CEO di Microsoft, consideri Google come uno dei suoi maggiori concorrenti, quindi è probabile un cambiamento degli assetti dei tre grandi della ricerca online (Google, Yahoo! e MSN)· La predominanza di Google non è globale: in China sta perdendo quote di mercato a fronte del rivale domestico Baidu (33% di Google contro il 52% di Baidu). Inoltre, il governo francese ha annunciato lo stanziamento di finanziamenti per il motore di ricerca europeo, Quaero;· Proprio come l’audience televisiva, anche gli utilizzatori dei motori di ricerca, sebbene affezionati a un motore di fiducia, non disdegnano lo zapping tra l’uno e l’latro. Sembra che questo comportamento sia comune soprattutto durante i processi di decisione per un acquisto o nella ricerca di informazioni specifiche. (Consigli per chi si occupa di pubblicità: non inserite i vostri annunci solo su un motore!)
  2. La SEO è ancora una piccola fetta delle spese del marketing sui SE
    È importante considerare il trend in continua crescita degli investimenti del marketing sui motori di ricerca.Una delle osservazioni più interessanti è il privilegio che il navigatore da ai risultati della ricerca pura, piuttosto che a quelli sponsorizzati. Non è una novità, questa. Come non è una novità che I click sui risultati della ricerca pura si convertano meglio dei click pagati: secondo un sondaggio di MarketingSherpa dello scorso agosto, la conversione dei click è stata del 4,2% per I risultati della ricerca pura, contro il 3,6% dei click pagati (definiamo conversione ogni azione misurabile che un visitatore può intraprendere).È interessante quindi che molte aziende dedichino parte degli investimenti alle attività di Search Engine Optimization, allo scopo di aver un miglior posizionamento nella graduatoria dei risultati, mentre è altrettanto strano il privilegio che viene dato ai link sponsorizzati.La poca considerazione di cui gode il SEO è piuttosto diffusa: un’indagine del maggio scorso ha rivelato che solo il 13% delle aziende Fortune 100 ha in atto politiche effettive di SEO. Inoltre, molti direttori marketing considerano che il concetto di Search Engine Marketing comprenda solo il Pay-per-click, e non comprenda, invece, ambiti più ambi che vanno dalla SEO, al PPC ai link sponsorizzati.Il motivo principale per il quale le aziende non investono in SEO è l’ignoranza della complessità di questa attività: in effetti, comprare un annuncio sembra molto più semplice che ottimizzare un sito per il crawling dei motori di ricerca. E, all’apparenza, la credibilità di un Google che ti invita a comprare gli annunci per il suo motore è maggiore di un’azienda che ti propone un servizio di ottimizzazione del posizionamento.Inoltre, dal momento che il costo dei PPC continuerà a crescere a causa della crescente competizione, i motori investiranno sempre di più in questo settore, per trovare la tecnologia più adatta a superare la concorrenza.
  3. Nuovi modi di utilizzare i comunicati stampa
    Gli addetti al marketing della Southwest airlines pubblicarono 4 comunicati stampa ottimizzati per apparire nei motori di ricerca e per raccogliere un responso dagli utenti: grazie a questa operazione sono stati venduti biglietti per un controvalore di 1,5 milioni di dollari in 3 mesi. Questo è un nuovo modo di utilizzare i comunicati stampa (press release): ormai snobbata dai giornalisti, perché pubblicamente accessibile sul sito Internet dell’azienda che la emette, la press release sta guadagnando credito come mezzo di propaganda sui Search Engine: tutto sta poi nell’affidarsi a una buona metodologia di ottimizzazione del posizionamento.
    Eccovi alcuni dati percentuali sull’ottimizzazione dei comunicati stampa per categorie merceologiche:
    - Computer e elettronica di consumo, 18.22%;
    - Banche e finanza , 12.92%;
    - Salute e farmaceutici, 11.66%;
    - Intrattenimento e spettacolo, 6.84%

    Sebbene quest’ultima categoria sia quella che colleziona più clickthrough, è una delle ultime in quanto a ottimizzazione delle proprie pagine.

8.9.05

[tendenze] CA dona brevetti all'open source

Il movimento dell'apertura dei brevetti aziendali si è notevolmente raffreddato dall'inizio di quest'anno, da quando, cioè, IBM ha donato 500 dei suoi brevetti al mondo open-source.
Ora tenta di dargli vigore la Computer Associates, aprendo l'accesso a 14 tecnologie utilizzate per lo sviluppo di applicazioni, analisi dei dati e system management.
Già l'anno passato, la società aveva trasformato il suo Database Ingres in un progetto open source (così com'era nato molti anni prima, peraltro).
La CA ha inoltre stipulato un accordo con IBM anche con lo scopo, a detta della società, di facilitare l'accesso a tecnologie non coperte da proprietà intellettuale.